Gli sviluppi e le nuove applicazioni del vetro temprato chimicamente

 

Il numero di settembre 2021 di Rivista del Vetro, mensile di informazione e divulgazione nel settore del vetro, dà ampio spazio a Satinal e ai prodotti della linea TK parlando del crescente successo del processo di tempra chimica del vetro.

 

Il ruolo di Satinal nell’innovazione dell’industria del vetro

Rivista del Vetro è una pubblicazione di settore edita da DBInformation e rappresenta un punto di riferimento per l’industria del vetro italiana. Periodico con cadenza bimestrale, la rivista sfiora una tiratura media di 3000 copie che vengono distribuite a tutte le vetrerie nazionali informando su novità tecniche, nuovi prodotti e sviluppi tecnologici del settore, intervistando i protagonisti dell’industria vetraria e dando voce alle più importanti realtà produttive del vetro nel nostro Paese.

Proprio in quest’ottica Rivista del Vetro dedica a Satinal, azienda lombarda con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e realizzazione di forni e intercalari per il vetro di sicurezza, la prima pagina del numero di settembre e la relativa storia di copertina, dal titolo “Le nuove frontiere della tempra chimica del vetro, dagli smartphone allo spazio”. L’articolo si concentra su questo particolare trattamento per ottenere vetri temprati e sulla sua recente espansione verso nuovi ambiti di applicazione, sottolineando il ruolo di primo piano giocato da Satinal con la sua decennale attività di ricerca e sviluppo nel settore.

 

La tempra chimica del vetro: processo, vantaggi e nuove applicazioni

La tempra chimica è un processo di lavorazione per il rinforzo meccanico del vetro, che elimina i danneggiamenti superficiali causati dall’uso e dagli agenti atmosferici e aumenta la resistenza alla rottura. Il meccanismo della tempra chimica è illustrato da uno dei massimi esperti italiani e internazionali del vetro, il professor Vincenzo Maria Sglavo dell’Università di Trento, consulente scientifico di Satinal per i propri progetti di sviluppo interni: alla base di questo procedimento c’è uno scambio tra gli ioni alcalini del vetro e gli ioni di potassio contenuti nella soluzione salina in cui il vetro è immerso. Questo fenomeno provoca una sorta di rigonfiamento della struttura del vetro e ha come effetto quello di rinforzare la superficie del manufatto in vetro.

I processi di tempra chimica del vetro avvengono a temperature elevatissime all’interno di appositi forni, macchinari altamente tecnologici di cui Satinal è uno dei più importanti produttori a livello mondiale. I forni di tempra chimica a marchio TK sono strumenti all’avanguardia in grado di supportare la produzione di vetri temprati con proprietà di resistenza meccanica e resistenza all’urto decisamente superiori rispetto ai vetri standard o ottenuti mediante tempera termica, con l’ulteriore vantaggio di poter temprare vetri con spessori molto sottili o forme particolari.

I vetri temprati chimicamente hanno conosciuto enorme successo negli ultimi anni grazie ai dispositivi con schermi touch come smartphone, tablet, notebook e simili, ma – come spiega lo stesso professor Sglavo – i nuovi campi di applicazione sono moltissimi e di grande interesse: il processo di tempra chimica si appresta a diventare fondamentale, oltre che negli storici settori in cui è impiegato come l’automotive e il trasporto ferroviario, per prodotti quali il packaging farmaceutico (flaconi e confezioni di medicinali in vetro), le stoviglie, l’arredo e l’ottica di consumo, fino alle applicazioni più futuristiche in campo energetico nel fotovoltaico e nelle celle solari spaziali.

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