Con TKonnect 4.0 di Satinal anche l’industria del vetro diventa 4.0

Il software innovativo per migliorare i processi produttivi dell’industria vetraria

Quello della produzione e lavorazione del vetro è un settore industriale in continua e rapida evoluzione, stimolato da un mercato che intravede nel vetro laminato e stratificato significative potenzialità e nuove applicazioni in molteplici campi, dalla farmaceutica al design passando per l’energia (scopri il crescente successo del processo di tempra chimica del vetro). Satinal, azienda italiana specializzata nella progettazione e fornitura di impianti per il vetro di sicurezza su misura delle specifiche esigenze di piccole, medie e grandi realtà produttive in tutto il mondo, porta oggi questo processo ad entrare a pieno titolo nel mondo dell’Industria 4.0.

TK è il marchio del gruppo Satinal dedicato alla realizzazione di forni di laminazione, tempra chimica, tempra termica e HST del vetro. Da oggi all’eccellenza tecnologica made in Italy e all’affidabilità dei macchinari TK si aggiungono le funzionalità del nuovo software TKonnect 4.0.

TKonnect 4.0 è l’innovativo strumento software per la tracciabilità sicura del processo produttivo e il controllo integrato nel settore dell’industria vetraria. Basato su un potente microprocessore di nuova generazione per il funzionamento multi-zona dei forni e su un’interfaccia utente altamente intuitiva e accessibile, TKonnect 4.0 consente di monitorare in tempo reale l’intero ciclo di produzione anche a distanza, di verificare in ogni momento i processi in atto e la qualità degli output e, di conseguenza, di semplificare e migliorare il lavoro quotidiano, quali che siano i volumi produttivi.

 

Principali funzioni di TKonnect 4.0

Controllo del processo produttivo da remoto

Tramite connessione internet o Bluetooth il software offre l’accesso ai macchinari, anche a distanza e via smartphone con apposita app gratuita, con la possibilità di visualizzare gli stati di processo, personalizzare i profili, impostare la temperatura iniziale e programmare l’avvio o il completamento del ciclo produttivo, modulando automaticamente i consumi energetici per evitare sprechi.

 

Analisi dei dati di processo

TKonnect 4.0 elabora in tempo reale report sui consumi energetici e sul ciclo di produzione dell’impianto, consente il monitoraggio dei KPI di produzione, invia notifiche in caso di errori o anomalie e dà accesso ai dati statistici delle macchine.

 

Tracciabilità di processo

Durante il ciclo di lavorazione del vetro il software registra e organizza una serie di dati e componenti, tra cui lo spessore del vetro, allo scopo di garantire una supervisione continua dei processi, fino a un massimo di 99 programmi per utente.

 

Assistenza tecnica da remoto

Grazie a TKonnect 4.0 è possibile usufruire del supporto tecnico del team Satinal, attivo h24, senza necessità di installazioni, con accesso ai macchinari e ai report di produzione da qualsiasi luogo, per ottenere un’assistenza tempestiva e qualificata in caso di necessità.

 

Con TKonnect 4.0 Satinal fornisce ai propri clienti un potente strumento tecnologico che spinge l’intero settore verso una sempre maggiore automazione dei processi e la digitalizzazione della produzione, confermando la propria vocazione all’innovazione continua e alla ricerca di soluzioni evolute e affidabili per le nuove esigenze di imprese e mercato.

Con TKonnect 4.0 di Satinal anche l’industria del vetro diventa 4.02022-03-08T09:51:40+00:00

Satinal presenta TK, macchinari made in Italy per il vetro di sicurezza

Forni per la lavorazione del vetro progettati e prodotti in Italia: qualità e innovazione

 

I macchinari TK per la produzione di vetri di sicurezza

La produzione del vetro di sicurezza richiede oggi performance meccaniche e standard di qualità sempre più elevati, in grado di soddisfare gli stringenti parametri delle certificazioni riconosciute a livello internazionale. TK, parte del Gruppo Satinal S.p.A. che opera da oltre vent’anni nel settore del vetro, è un’azienda italiana che progetta e realizza forni per la laminazione e tempra del vetro unendo due capisaldi del Made in Italy: l’eccellenza qualitativa e l’innovazione tecnologica.

I prodotti TK sono macchinari di alta gamma in grado di affiancare i vetrai nel lavoro quotidiano nell’ambito di piccole-medio imprese o di grandi realtà industriali, incrementando la capacità produttiva e migliorando le prestazioni del prodotto finito, con un significativo abbattimento dei costi di lavorazione. I forni TK sono estremamente affidabili, tecnologicamente all’avanguardia e sviluppati su misura per le specifiche esigenze dei clienti: l’azienda italiana mette infatti a disposizione di ogni committente il know-how tecnico-scientifico accumulato in decenni di esperienza nel settore e il proprio laboratorio interno di ricerca e sviluppo interno, S-LAB, allo scopo di accompagnare le singole realtà in un percorso di crescita e di consapevolezza professionale.

L’utilizzo di materie prime europee garantisce inoltre un vantaggio competitivo per TK, che riesce a garantire consegne rapide in tutto il continente grazie all’abbattimento dei tempi di produzione, mantenendo elevati i propri standard qualitativi.

 

I forni per vetro di sicurezza TK di Satinal

Le linee di impianti TK per la produzione del vetro di sicurezza sono 4:

  • forni di laminazione, il core business di TK, basati su tre diverse tecnologie di laminazione (Lamijet, Convection, Breva) a seconda del tipo e dei volumi di produzione;
  • forni di tempra chimica, un procedimento oggi sempre più utilizzato per la produzione di vetri temprati con caratteristiche di resistenza meccanica e resistenza all’urto superiori (scopri di più sulla tempra chimica del vetro);
  • forni di tempra termica, articolati in tre diverse tipologie di impianto per soddisfare le esigenze produttive più ridotte così come quelle più elevate;
  • forni per il ciclo HST, che offrono la possibilità di aggiungere il ciclo Heat Soak Test all’interno del forno allo scopo di ridurre il rischio di rottura del vetro temprato.

 

Tutti i macchinari TK per produrre vetri temprati e laminati sono curati in ogni minimo dettaglio e concepiti in un’ottica di Industria 4.0: grazie a moderni sistemi software integrati, il professionista che utilizza un forno TK ha la possibilità di tracciare l’intero processo produttivo, controllare gli impianti a distanza, effettuare in qualsiasi momento un monitoraggio in tempo reale dei cicli di produzione e accedere all’assistenza tecnica da remoto.

Intrinsecamente italiana come i suoi prodotti a marchio TK, Satinal si propone come partner affidabile, innovatore e tecnologicamente avanzato per ogni realtà produttiva che ambisce a competere nel mercato del vetro, un settore in continua evoluzione.

Satinal presenta TK, macchinari made in Italy per il vetro di sicurezza2022-03-07T14:08:25+00:00

La tempra chimica del vetro: l’innovazione secondo Satinal

Il successo e le nuove applicazioni dei vetri temprati chimicamente

Da circa un decennio a questa parte l’evoluzione dell’industria del vetro ha imboccato con decisione la strada della tempra chimica, un processo utilizzato a partire dagli anni ’60 per aumentare la resistenza a frattura del vetro e che oggi è letteralmente esploso: a trainarlo l’enorme sviluppo e diffusione dei dispositivi elettronici con schermi touch, come smartphone, palmari, tablet, smartwatch, notebook e simili, ma sempre più si moltiplicano i settori di applicazione e gli ambiti e ricerca.

 

La tempra chimica del vetro: cos’è e come funziona

La tempra chimica è uno dei procedimenti utilizzati per il rinforzo meccanico del vetro. Il tallone d’Achille di questo materiale è sempre stato la sua fragilità: lastre e manufatti in vetro capaci di resistere sotto l’azione anche di tonnellate di peso rischiano infatti di frantumarsi se soggetti a un carico di poche decine di kg. Il vetro temprato chimicamente, invece, riduce la sensibilità al danneggiamento superficiale e aumenta la propria resistenza.

La tempra chimica del vetro si basa su un processo di scambio ionico tra ioni alcalini (sodio in prevalenza, litio in alcuni casi) degli strati superficiali del vetro e ioni di potassio (o sodio) delle soluzioni saline in cui i manufatti in vetro vengono immersi. L’intero processo avviene a temperature elevatissime, tra 400° e 500° C e comunque inferiori alla temperatura di transizione vetrosa, all’interno di appositi forni dotati di vasche in acciaio inossidabile. I vetri temprati chimicamente possiedono proprietà di resistenza meccanica alla flessione e resistenza all’urto ben superiori a quelle dei vetri float standard e dei vetri temprati termicamente, evitando la formazione di difetti superficiali durante l’uso (abrasioni, fessure, solchi e tagli causati da contatto con altri oggetti o dal semplice pulviscolo atmosferico).

 

Gli sviluppi futuri della tempra chimica nel settore del vetro

Satinal è l’azienda italiana che da oltre vent’anni produce e costruisce forni per la laminazione e la tempra chimica del vetro a marchio Tk, un brand che a livello internazionale è sinonimo di macchinari tecnologici di alto livello, assoluta affidabilità e standard qualitativi made in Italy. L’esperienza ultradecennale di Satinal nell’ingegnerizzazione di forni di tempra chimica Tk si accompagna ad un’incessante attività di ricerca tecnico-scientifica, per sviluppare soluzioni sempre più performanti e al passo con le tendenze del mercato: oggi, per esempio, negli impianti Tk è possibile rinforzare meccanicamente in maniera omogenea anche vetri molto sottili, con forme complesse o con dimensioni fino a 2500×4000 mm.

Per sostenere il proprio percorso di innovazione e perfezionamento, Satinal si avvale del proprio laboratorio di ricerca e sviluppo interno (S-Lab), dove vengono elaborate, testate e realizzate tutte le più importanti novità proposte dall’azienda, e della consulenza di autorevoli professionisti in campo scientifico: da tempo la realtà italiana collabora infatti con il Professore Vincenzo Maria Sglavo, Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento e considerato uno dei massimi esperti a livello mondiale.

«I nuovi orizzonti del vetro temprato chimicamente – spiega il Professor Sglavo – guardano ad applicazioni in settori finora inediti come il packaging farmaceutico, il fotovoltaico, l’arredo, l’ottica tecnica e di consumo e persino allo spazio con le celle solari. Lo stesso processo di tempra chimica è in fase di evoluzione, per diventare ancora più efficiente a livello energetico e funzionale dal punto di vista antibatterico e antivirale».

La tempra chimica del vetro: l’innovazione secondo Satinal2022-02-21T13:38:58+00:00

I forni per la tempra chimica del vetro

I macchinari Tk per la produzione e lavorazione del vetro di sicurezza

 

Tk, il brand Satinal di forni per vetri temprati chimicamente

Come spiegato in questo articolo, per ottenere vetri temprati chimicamente è necessario il ricorso a sostanze chimiche, come il nitrato di potassio, e l’impiego di apposite tecnologie di ultima generazione: i forni di tempra chimica. Si tratta di speciali impianti automatici, progettati su misura in ottica 4.0 per la gestione automatizzata, il controllo da remoto e il monitoraggio dei cicli produttivi, dotati di camera di riscaldo ad aria calda e rulli ceramici con interfacciamento ai PLC di processo.

Una delle aziende che producono forni per la tempra chimica utilizzati nelle vetrerie e negli impianti di lavorazione del vetro di tutto il mondo è italiana e ha sede in Brianza: si tratta di Satinal, realtà riconosciuta a livello internazionale per la fornitura di macchinari e soluzioni tecnologiche per la laminazione e tempra del vetro e la produzione del vetro di sicurezza, con elevatissimi standard qualitativi.

Satinal da decenni progetta e costruisce una gamma forni di tempra chimica made in Italy a marchio Tk, complessi e curati in ogni minimo dettaglio, che consentono di lavorare lastre di vetro di dimensioni fino a 2500 mm x 4000 mm con l’impiego di 42 tonnellate di nitrato di potassio. L’esperienza e il know-how tecnico-scientifico acquisito in questa attività si arricchiscono costantemente grazie alla presenza di un laboratorio interno di ricerca e sviluppo chiamato S-LAB, messo a disposizione anche dei clienti per test e sperimentazioni, e alla collaborazione con primari esperti del settore, tra cui il Professor Sglavo dell’Università di Trento.

 

Differenze fra tempra chimica e tempra termica

Rispetto a un vetro temprato termicamente, il vetro sottoposto a trattamento di tempra chimica presenta importanti vantaggi: innanzitutto la resistenza meccanica alla flessione superiore da cinque a dieci volte, a cui si aggiunge anche una maggiore resistenza all’urto. Inoltre, i vetri temprati chimicamente sono assolutamente privi di distorsioni ottiche e non manifestano alcun problema legato alla rottura spontanea. La tempra termica, infine, non permette di rinforzare meccanicamente e omogeneamente vetri molto sottili (spessore minimo 0,5 mm) e con forme estremamente complesse, cosa che invece la tempra chimica rende possibile.

Le tipologie di vetri che possono essere rinforzati con tempra chimica sono ampie:

  • i vetri di silicato sodico calcico come il vetro float chiaro o extrachiaro e il vetro per contenitori;
  • i vetri sodio-borosilicati impiegati per flaconi, fiale e contenitori in campo farmaceutico;
  • i vetri litio/sodio-alluminosilicati usati per gli schermi touch.

In più, la tempra chimica non pone limitazioni di forma dei componenti in vetro da trattare e può così rinforzare oggetti curvi in vetro.

I forni per la tempra chimica del vetro2022-05-18T13:52:25+00:00

La tempra chimica del vetro e le sue nuove applicazioni

Il successo e gli sviluppi futuri del vetro temprato chimicamente

 

Le nuove frontiere della tempra chimica del vetro, dagli smartphone allo spazio

La tempra chimica del vetro è un trattamento sempre più frequentemente adottato nell’industria del vetro, non soltanto nei settori tradizionali come gli schermi touch di cellulari e dispositivi elettronici ma soprattutto per nuove applicazioni d’avanguardia, dalla farmaceutica all’arredamento.

Questo particolare metodo di lavorazione consente il rinforzo meccanico del vetro, ottenendo così un materiale caratterizzato da una maggiore resistenza a rottura e da una minore sensibilità al danneggiamento superficiale. Per quanto ricco di pregi e punti di forza, infatti, il vetro presenta un intrinseco tallone d’Achille: la sua fragilità. Più correttamente, dobbiamo parlare di limitata resistenza meccanica del vetro: una lastra di vetro che potrebbe teoricamente resistere anche sotto l’azione di qualche tonnellata si rompe fatalmente se soggetta a un carico di poche decine di kg.

Questo perché il vetro è un materiale con una struttura che difficilmente può manifestare fenomeni di deformazione plastica, come accade invece ai metalli o ai polimeri, ma che può essere indebolita dai difetti superficiali dovuti ai processi di trasformazione e all’uso: piccole fessure, abrasioni, solchi, tagli generati dal contatto con altri oggetti o semplicemente dal pulviscolo atmosferico minano la resistenza del materiale.

Il processo di tempra chimica viene applicato proprio per generare uno stato di sforzo residuo di compressione negli strati superficiali del vetro, allo scopo di limitare l’effetto negativo di tali difetti.

 

Come funziona la tempra chimica

Per spiegare il funzionamento del processo di tempra chimica del vetro non c’è nessuno meglio del Professore Vincenzo Maria Sglavo, Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento dove insegna Scienza e tecnologia del vetro: una vera e propria autorità nel settore, che opera all’interno del Laboratorio Vetri e ceramici dell’Università considerato un’eccellenza a livello mondiale.

«La tempra chimica si bassa su un processo di scambio ionico attuato a temperature inferiori a quella di transizione vetrosa del materiale – spiega il Professor Sglavo -. In pratica, quando un oggetto in vetro contenente nella propria composizione ioni alcalini (sodio, soprattutto, e in alcuni casi litio) viene immerso in un sale fuso tipo il nitrato di potassio (o di sodio se il vetro contiene litio), si attiva uno scambio tra gli ioni alcalini presenti negli strati superficiali del vetro e gli ioni del potassio presente nel sale fuso. Siccome però il potassio ha una dimensione maggiore del sodio e soprattutto del litio, la struttura del vetro risulta “rigonfiata” e quindi, a seguito del successivo raffreddamento, tenuto conto che il cuore del componente rimane invariato, gli strati superficiali si vengono a trovare in uno stato di forte compressione residua. Il processo è tipicamente condotto a temperature tra 400° e 500° C a seconda della temperatura di transizione del vetro, per tempi di immersione variabili da qualche ora ad un paio di giorni».

A livello industriale il sale fuso è racchiuso in vasche di acciaio inossidabile poste all’interno di un forno di tempra chimica, così da controllarne la temperatura, mentre gli oggetti in vetro sono disposti in ceste o rastrelliere sempre in acciaio inox, che vengono calate nelle vasche e qui lasciate per il tempo programmato. Al termine del processo le ceste o rastrelliere sono sollevate per far sgocciolare il sale fuso residuo ed essere raffreddate il più uniformemente e lentamente possibile. I componenti in vetro temprato chimicamente vengono poi raccolti, lavati delicatamente con acqua e asciugati.

La tempra chimica del vetro e le sue nuove applicazioni2022-05-18T09:25:40+00:00

Satinal, l’eccellenza italiana nei vetri di sicurezza anche per servizio e consegna

Prodotti made in Italy di qualità per l’industria del vetro

In tutto il mondo il Made in Italy è sinonimo di eccellenza qualitativa e gusto estetico, e il settore del vetro non fa eccezione: Satinal, azienda con sede in Lombardia nel cuore produttivo del nord Italia, è una realtà conosciuta e apprezzata in Europa e in America per la fornitura di intercalari e macchinari per il vetro di sicurezza dagli elevatissimi standard tecnici e stilistici.

In più, Satinal riserva a tutti i propri clienti in ogni Paese un servizio all’altezza dei propri prodotti, frutto del know-how scientifico e dell’esperienza maturati in anni di attività nella produzione di forni TK per la laminazione e tempera chimica e termica del vetro in ottica 4.0 e, più recentemente, dell’innovativo film EVA STRATO®.

 

Forni TK e intercalari STRATO®: la forza dell’assistenza tecnica di Satinal

È proprio il supporto tecnico specialistico che l’azienda italiana dedica a ogni cliente a fare la differenza prima e dopo l’acquisto delle forniture per i vetri di sicurezza, consentendo di progettare e realizzare un prodotto personalizzato a misura delle specifiche esigenze di ogni singola realtà industriale. Per i forni TK di trasformazione del vetro l’ufficio tecnico di Satinal effettua visite in loco in qualsiasi nazione, sopralluoghi pre e post-vendita, montaggio e collaudo degli impianti e lezioni per l’utilizzo delle macchine, garantendo un’assistenza continuativa dal primo approccio con il committente fino alla consegna e messa in opera delle tecnologie.

Nei confronti degli acquirenti di intercalari STRATO® in rotoli su misura, Satinal propone un affiancamento iniziale volto ad analizzare i processi operativi di laminazione dei clienti e a sviluppare la soluzione tecnica in grado di ottimizzare la filiera produttiva, riducendo scarti e tempi di lavorazione. In più, oltre ai prodotti finiti viene consegnato ai committenti anche un bagaglio di conoscenze approfondite, sotto forma di consulenza tecnica rivolta allo specifico ambito operativo.

 

Innovazione, qualità e tempi ridotti di consegna: i plus di Satinal

Il servizio d’avanguardia di Satinal si avvale inoltre di un laboratorio di ricerca e sviluppo interno, S-Lab, che i clienti possono sfruttare per eseguire prove su campionature di prodotti, testare i materiali in base agli standard americani ed europei, sviluppare nuove applicazioni e possibilità. Ulteriore punto di forza dell’azienda italiana, infine, è la rapidità delle consegne in tutto il mondo: grazie a severi controlli di qualità sulle materie prime tutte di origine europea, le tempistiche di produzione vengono ridotte in modo significativo e le spedizioni sono effettuate con tempestività e precisione.

Satinal, qualità ed eccellenza made in Italy al servizio di ogni cliente e delle sue esigenze, anche in Sud America.

Satinal, l’eccellenza italiana nei vetri di sicurezza anche per servizio e consegna2022-01-26T08:57:59+00:00

TKonnect 4.0, il software di Satinal per il controllo e monitoraggio dei forni TK

Ottimizzazione dei cicli di produzione in ottica di industria 4.0

TK è il brand del gruppo Satinal specializzato nella progettazione e costruzione di forni di laminazione, tempera chimica, HST e tempera termica.

TK è un’eccellenza nel campo dell’innovazione interamente made in Italy e con la recente adozione di sistemi di controllo da remoto TKonnect, compatibili con i requisiti dell’industria 4.0, dimostra la sostenibilità del percorso di crescita internazionale del gruppo Satinal, basato sulla continua innovazione e ricerca di soluzioni tecnologiche all’avanguardia e affidabili.

 

Cos’è il software TKonnect 4.0 di Satinal

TKonnect 4.0, il nuovo software di controllo dei macchinari TK, è l’aiuto necessario per il vetraio che vuole monitorare, semplificare, automatizzare i processi di produzione ed essere assistito in tempo reale dal personale TK tramite supporto tecnico da remoto.

Grazie all’installazione del nuovo sistema TKonnect 4.0, TK permette al cliente di automatizzare la propria linea produttiva con un’interfaccia grafica all’avanguardia ma di semplice utilizzo.

Tramite una connessione a Internet, il cliente ha la possibilità di monitorare e semplificare il ciclo produttivo: i macchinari infatti risultano più semplici da utilizzare, permettendo al cliente che implementa una nuova linea di produzione di ottenere un risultato ottimale senza sforzo.

 

Come funziona TKonnect 4.0?

L’accesso al sistema TKonnect 4.0 è criptato da una password di sicurezza, comunicata al personale che gestisce il macchinario. Durante la produzione, i processi vengono sia programmati sia monitorati dal sistema di controllo TKonnect 4.0; in caso di malfunzionamento, il programma lancia un allarme durante il processo produttivo.

È possibile impostare anche un servizio di assistenza tecnica da remoto: si monitora il ciclo produttivo da qualsiasi device tramite connessione internet e si evitano chiamate di servizio presso il proprio ufficio.

Un forno TK dotato del software TKonnect 4.0 permette inoltre di analizzare i dati raccolti durante i processi produttivi, come curve di temperatura, eventuali malfunzionamenti, KPI e creare un grafico tendenze dei cicli produttivi. Per semplificare la logistica, TKonnect 4.0 permette inoltre di accedere tramite il gestionale proprietario al numero di lotto di produzione e allo spessore del vetro.

Ad oggi, il sistema TKonnect 4.0 permette quindi l’automatizzazione dei processi gestionali aziendali, grazie al collegamento diretto tra i cicli produttivi dei macchinari e il sistema gestionale aziendale. In questo modo la produzione e lo stoccaggio della merce sono monitorate direttamente dalla macchina, semplificando i processi manuali.

 

Le principali funzioni di TKonnect 4.0

  • assistenza tecnica da remoto;
  • interfaccia uomo/macchina di ultima generazione;
  • applicazione dedicata;
  • monitoraggio dei processi produttivi da smartphone, tablet o plc;
  • sistema certificato e approvato industria 4.0.

TKonnect 4.0 è completamente customizzabile e adattabile a qualsiasi sistema gestionale.

Anche nei forni di laminazione di dimensioni minori TK installa un controller con un’interfaccia grafica di ultima generazione che, scaricando un’applicazione mobile dedicata, permette il monitoraggio dei processi produttivi da smartphone, tablet o pc.

TKonnect 4.0, il software di Satinal per il controllo e monitoraggio dei forni TK2022-01-26T08:59:28+00:00

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